Con il Decreto Legislativo n. 13 del 12 febbraio 2024, integrato e corretto dal DLGS 108
del 5 agosto 2024 è stato introdotto il Concordato Preventivo Biennale (CPB), una nuova misura fiscale finalizzata a semplificare e rendere più prevedibili gli obblighi fiscali per imprese e lavoratori autonomi.
Questo istituto sarà operativo per i periodi d’imposta 2024 e 2025.
Cos’è il Concordato Preventivo Biennale (CPB)?
Il CPB è un accordo con l’Agenzia delle Entrate che consente di pagare le imposte su una base
predeterminata, proposta dall’Agenzia stessa, anziché sul reddito effettivo. Tale modalità permette una
maggiore certezza negli adempimenti fiscali per un biennio. Rimangono comunque invariati tutti gli obblighi sia a livello dichiarativo che contabile.
Chi può aderire al CPB?
L’accesso al CPB è riservato a:
– Imprese, professionisti e lavoratori autonomi (sia sotto forma di imprese individuali o di società di
persone- snc, sas- che di capitale -srl, spa) che applicano concretamente gli indici sintetici di
affidabilità fiscale (ISA) – ossia, sia in contabilità semplificata che ordinaria purchè con ricavi o
compensi inferiori a 5.164.569,00 (sono esclusi i soggetti per cui non risultano approva gli ISA o
per cui sussistono cause di esclusione) ;
– Contribuenti in regime forfetario, in via sperimentale per il solo anno 2024.
Criteri di accesso:
Per aderire al CPB, è necessario rispettare i seguenti requisiti:
- Assenza di debiti fiscali rilevanti (devono essere complessivamente inferiori ad euro 5.000,00 o
comunque rateizzati) per il periodo d’imposta precedente; - Dichiarazioni dei redditi regolarmente presentate per gli ultimi tre anni;
- Assenza di condanne o patteggiamenti per reati fiscali o finanziari nei tre periodi d’imposta
precedenti
Condizioni specifiche per i contribuenti in regime forfetario:
I contribuenti in regime forfetario potranno accedere al CPB limitatamente all’anno 2024; risultano però esclusi i soggetti che hanno avviato l’attività nell’anno 2023.
Termine presentazione
Il contribuente può aderire al CPB entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi (salvo proroghe ad oggi entro il 31 ottobre 2024).
Obblighi e conseguenze:
Proposta dell’Agenzia delle Entrate: L’Agenzia formulerà una proposta di definizione del reddito e
della produzione netta per due anni, ai fini IRAP e imposte sui redditi basata su un incremento del
reddito e del valore della produzione dichiarati nell’annualità 2023. Praticamente la formulazione e
l’eventuale accettazione della proposta da parte del contribuente avverrà tramite l’applicazione di
uno specifico software di calcolo e la successiva compilazione di un quadro aggiuntivo della
dichiarazione dei redditi (quadro P dei modelli ISA per i contribuenti soggetti ISA e LM per i
contribuenti forfettari)
Sul reddito concordato superiore a quello dichiarato nel 2023 a titolo opzionale è possibile applicare
un’imposta sostitutiva dii IRES, IRPEF, IRAP e Imposte addizionali) del 10%-12%-15% a seconda del punteggio ISA ottenuto, al posto dell’aliquota ordinaria più elevata. È inoltre prevista la possibilità
sul maggior reddito concordato di applicazione di un’aliquota agevolativa anche per i soggetti in
regime forfettario (3% per chi applica il 5% e 10% per chi applica il 15%)
Accettazione della proposta:
L’accettazione comporterà l’obbligo di dichiarare gli importi concordati nelle dichiarazioni fiscali per il biennio di validità.
Effetti fiscali:
La differenza tra redditi effettivamente conseguiti e concordati non verrà considerata per il calcolo delle imposte o dei contributi previdenziali che verranno quantificati esclusivamente sulla base del reddito concordato.
Il reddito concordato non avrà alcun effetto ai fini dell’IVA che continuerà ad essere calcolata sulla
base dei ricavi e costi effettivamente sostenuti e per le casse previdenziali private.
L’adesione al CPB comporta una serie di ulteriori benefici per il contribuente:
- Esenzione dall’obbligo di apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti
superiori a certi ammontari (anche per credito IVA); - Esclusione dalla disciplina per le società di comodo;
- Anticipazione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento;
- L’adesione al CPB esclude gli accertamenti presuntivi e induttivi per i due anni coperti, ma
l’Amministrazione finanziaria potrà comunque effettuare ispezioni, controlli e verifiche. In caso
di irregolarità rilevate, si potrebbe incorrere nella decadenza dal concordato.
Il regime premiale non trova applicazione al CPB applicato ai contribuenti in regime forfettario in quanto in tal caso è ancora in fase “sperimentale”.
L’art. 34, comma 2, del Dlgs n. 13/2024 prevede che “L’Agenzia delle entrate e il Corpo della Guardia di finanza programmino l’impiego di maggiore capacità operativa per intensificare l’attività di controllo nei confronti dei soggetti che non aderiscono al concordato preventivo biennale o ne decadono”.
Possibilità di regolarizzazione annualità precedenti :
In aggiunta a quanto sopra si evidenzia come sia stato approvato in data 29 settembre 2024 dalle
commissioni Bilancio e Finanze del Senato l’emendamento al decreto Omnibus che prevede il condono per 5 anni d’imposta (dal 2018 al 2022) per i titolari di partita Iva che hanno applicato le pagelle fiscali e che aderiranno al concordato preventivo biennale entro il 31.10.2024.
Il calcolo del maggior imponibile da sanare prevede una maggiorazione forfettaria che va dal 5% in più per chi ha un voto Isa massimo (pari a 10) al 50% per i contribuenti caratterizzati da una maggiore inaffidabilità fiscale (voto pari a 3).
All’imponibile ottenuto si applicherà un’imposta sostitutiva articolata su tre aliquote:
- 10% per i voti dall’8 in su
- 12% per i voti da 6 a 8
- 15% per chi non ha raggiunto la sufficienza
È prevista la possibilità di sanare anche l’Irap con un’aliquota unica del 3,9%.
Lo sconto diventa più sostenuto con un abbattimento del 30% per i due periodi più colpiti dalle restrizioni Covid, ossia il 2020 e il 2021.
Il versamento è previsto entro il 31.03.2025, in un’unica soluzione o come
prima rata di 24 rate mensili.
A fronte di ciò è previsto un aumento dei termini di accertamento: più lungo (fino al 31.12.2027) per chi sceglie il ravvedimento e più contenuto (un anno per i termini in scadenza fino al 2024) per chi accetta solo il risultato del Fisco con il concordato preventivo biennale.
Più in particolare, la prima proroga riguarda i contribuenti Isa che aderiscono al concordato preventivo
biennale e si avvalgono del ravvedimento speciale per uno o più periodi d’imposta dal 2018 al 2021. Per loro scatta la proroga al 31.12.2027 dei termini di accertamento per il periodo (o i periodi) d’imposta oggetto di regolarizzazione.
La seconda proroga interessa i contribuenti a cui si applicano gli Isa che aderiscono al concordato preventivo, ma non si avvalgono del ravvedimento.
Per loro la proroga ha effetto solo per i termini in scadenza al 31.12.2024, che vengono fatti slittare al 31 dicembre 2025.
Tutte le nuove proroghe, a prescindere dall’adesione o meno al ravvedimento, riguardano anche l’Iva e non solo le imposte sui redditi e l’Irap.


