Scade il 28 febbraio il termine per la domanda/revoca 2024.
I soggetti in regime forfettario (istituito dalla Legge 190 del 2014, articolo 1 commi da 54 a 89) iscritti ad Artigiani e Commercianti possono beneficiare, facendone richiesta in fase di iscrizione o ogni anno entro il 28 febbraio, ad una riduzione dei contributi INPS del 35% tanto per quanto riguarda i cosiddetti contributi fissi (o minimali) che per quanto riguarda gli eccedenti (o a percentuale).
Aprendo una breve parentesi sui contributi che versano i lavoratori autonomi iscritti all’INPS ricordiamo che, in base all’attività svolta, vi è alternativamente l’obbligo di essere iscritti o alla Gestione Separata INPS, che prevede unicamente versamenti in percentuale ai redditi maturati da versare in corrispondenza del versamento delle imposte a giugno e a novembre, o alla gestione Artigiani e Commercianti, che prevede un minimo di contributi obbligatori da versare su una quota di reddito predeterminata (anche se eventualmente non effettivamente raggiunta dal contribuente), pari ad € € 17.504,00 per il 2023 per un totale di contributi fissi (o minimali) pari a quelli indicati in tabella
| Artigiani | Commercianti | |
| Titolari di qualunque età e coadiuvanti/ coadiutori di età superiore ai 21 ann | € 4.208,40 (4.200,96 IVS +7,44 maternità) | € 4.292,42 (4.284,98 IVS + 7,44 maternità) |
| Coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni | € 4.077,12 (4.069,68 IVS + 7,44 maternità) | € 4.161,14 (4.153,70 IVS + 7,44 maternità) |
da versare in quattro rate di uguale importo a maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo; a questi vanno ad aggiungersi i contributi eccedenti il minimale, ovvero quei contributi calcolati sulla quota di reddito che supera quella predeterminata (ad es. € 17.504 per il 2023) che vanno versati in concomitanza delle imposte a giugno (saldo e I acconto) e a novembre (II acconto) e vengono calcolati in base ad aliquote percentuali ogni anno determinate dall’INPS (in tabella quelle relative al 2023):
| Aliquote contributi artigiani e commercianti 2023 | ||
| Artigiani | Commercianti | |
| Titolari di qualunque età e coadiuvanti/ coadiutori di età superiore ai 21 anni | 24% | 24,48% |
| Coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni | 23,25% | 23,73% |
Pare dunque evidente che sia di netta convenienza optare per la riduzione del 35% dei contributi ma se non è prevista di default per tutti è evidente che qualche controindicazione c’è, anche se facilmente aggirabile.
Il problema, se così vogliamo chiamarlo, è che di pari passo alla riduzione contributiva si affianca la riduzione di settimane calcolate dall’INPS ai fini pensionistici; per essere chiari e non fare troppi giri di parole:
- Si versano i contributi pieni vengono calcolate 52 settimane (= 1 anno pieno) ai fini pensionistici
- Si versano i contributi al 65% vengono calcolate 33,8 settimane (= 7 – 7,5 mesi) ai fini pensionistici.
Ciò significa che chi sceglie di ridurre i contributi andrà in pensione più tardi? Sì o forse meglio dire Nì per due motivi principali:
- Se chi opta per versare i contributi ridotti ha un reddito abbastanza elevato da consentirgli di versare comunque un ammontare di contributi (tra minimali ridotti e eccedenti ridotti) tale da coprire almeno i contributi fissi richiesti dall’INPS (ad esempio per il 2023 per un commerciante di più di 21 anni €4.292,42) questo soggetto non avrà alcuno svantaggio nell’optare per la riduzione e gli verranno comunque conteggiate 52 settimane ai fini pensionistici.
- Al giorno d’oggi l’instabilità dell’INPS e del sistema pensionistico italiano non è più un fattore che possa essere sottovaluto, soprattutto da un giovane che decide di aprire una nuova attività, e pertanto con il 35% dei contributi che risparmia può decidere di versarli su un fondo privato o di investirli in modo diverso e probabilmente più utile che non versandoli in un istituto che fatica già oggi a coprire l’ammontare pensionistico che il paese richiede.
Il 28 febbraio scade il termine, per il 2024, per poter optare la riduzione contributiva o, in caso di opzione esercitata negli anni passati, per revocarla. Lo studio S.R. Consulting resta a disposizione per procedere al calcolo o alla consulenza su un’eventuale convenienza dell’opzione ricordando ai contribuenti che l’INPS è un’istituzione pubblica che prevede per il 2024 un passivo di 9,2 miliardi…
Giorgio Introvigne


